Relazione IRO Nicolò

IRO Nicolò

COLONIA 2017: una AGM da incorniciare.

Per finire in bellezza le mie peregrinazioni da IRO sapevo che avrei dovuto andare lì, dove il Barbarossa aveva portato le spoglie dei Magi trafugate a Milano, in quella cattedrale gotica che fino al 1880 fu l’edificio più alto del mondo! La Germania ci accoglie lungo la riva del Reno in un piovoso venerdì sera dove la dicitura “beach club” ci fa sorridere, ma la vista del Duomo sullo sfondo cattura continuamente la nostra attenzione suscitando ammirazione ed un facebookiano wow. Lo spazio a disposizione nel locale è ampio, il buffet copioso e di livello molto alto, tutti si intrattengono piacevolmente. Ci sono i Belgi, gli Svizzeri, tantissimi Rumeni, gli Olandesi, i Portoghesi, Jean Claude Iro Francese, 1 Austriaco, immancabile il nostro Randolph che ritrova qui gli amici di una vita. Non ci sono rappresentanti del Board Inglese bensì una nutrita rappresentanza di 41ers amici dei tedeschi dai tempi della Round Table. L’AGM si tiene nell’Aula Magna della Facoltà di Medicina, per questo motivo i lavori iniziano alle 9.15 con il classico quarto d’ora accademico (!). Dopo la presentazione ed il saluto degli ospiti Internazionali siamo invitati a raggiungere gli altri per il giro turistico guidato della città e del Duomo. Io avevo prenotato la visita al Museo Ludwig, visita che purtroppo è stata cancellata a causa del numero esiguo degli interessati. Il Museo Ludwig, grazie ai lasciti di Irene a Peter Ludwig vanta la terza collezione al mondo di opere di Picasso, la prima collezione europea di Pop Art, una attenzione particolare rivolta all’Espressionismo tedesco………….Ci vado da solo, non c’è nemmeno Luca che di solito non  vede l’ora di intrufolarsi in una pinacoteca. Arriva l’ora del banner exchange, presso il secondo piano del  Flora, una vecchia Orangerie completamente e magistralmente ristrutturata. Non ho mai visto un banner exchange così gremito di persone, porto in dono alcuni regali per gli orfani della Moldavia, Bulgaria, Romania. Lodo apertamente il Service del “Convoy”, i trucks che partono dalla Germania pieni di doni ed arrivano negli orfanotrofi dell’Est i primi dieci giorni di Dicembre. Peter, Bob e gli altri Oldtablers dormono nel camion per 7 giorni, un service da veri Tablers che mi colpisce molto e che mi sento di ricordare a tutti. Elogio anche il service di Engelbert ed altri OldTablers, the School of Hope, nella Repubblica Centroafricana. Vendono Champagne agli Oldtablers ed una parte del ricavato aiuta la gestione dell’ormai avviato centro africano con scuole e piccolo ospedale. La cassa del loro Champagne che ho regalato quest’anno ha fatto un figurone….magari Rovato o Brescia potrebbero fare altrettanto con le loro bollicine per il nostro progetto per il terremoto. Randolph suggella in tedesco con un “Vi amo tutti” la nostra apparizione. Al primo piano, nell’enorme salone vengono fatte accomodare più di 400 persone con posti rigorosamente assegnati. Le pietanze sono raffinate, le bevande copiose, il servizio veramente ottimo. Cantiamo tutti insieme, foglio con le parole alla mano, due o tre canzoni di Colonia. Carina, la moglie di Jean Claude Jousten le conosce tutte a memoria e guida il coro. Arrivano le lacrime di Bob Parton, acclamato membro d’onore OTD e, fra innumerevoli LA LA LA LA AGHI AGHI AGHI UUUHHH UUUHHH UUUH, finalmente avviene il passaggio delle consegne fra Peter e Norbert. Mentre tutti ballano Engelbert comunica a Jean Claude che la Francia sarà la benvenuta a Rimini pur senza un invito ufficiale dell’Internazionale. Ergo la lettera di invito partirà da noi quanto prima. I Golden Stomachs di Svizzera, Germania ed Italia accolgono l’IRO portoghese e l’IRO rumeno nella “brotherhood” dopo il folkloristico rito di iniziazione. La domenica mattina Farewell brunch sulla riva del Reno dove Jean Claude e Bob dissertano dei vari conflitti fra Francia ed Inghilterra mentre io mi perdo nel fluire rapido della corrente e mi accorgo che quattro anni sono passati e che mi restano tanti pin, pacchi di banner, centinaia di foto, un’immensità di ricordi, tante amicizie appena abbozzate, qualcuna più significativa, tasselli di un’esperienza piacevole che volge al termine pur con la consapevolezza che…once an IRO, always an IRO!